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Dicono di noi / Stop alle rassegne on line

Prima Comunicazione

Stop alle rassegne on line

Dal 1° gennaio prossimo le rassegne stampa di Camera e Senato non saranno più liberamente accessibili su Internet: le potranno leggere sulla rete Intranet interna solo i parlamentari e i funzionari delle due istituzioni, più altri soggetti da individuare, come le ambasciate, i consolati e le prefetture. Camera e Senato si sono inoltre impegnati a verificare che le agenzie che producono le rassegne siano effettivamente titolari dei diritti di riproduzione e di utilizzo degli articoli pubblicati sulle rassegne stesse. È un passo avanti nella battaglia intrapresa dagli editori per la tutela del diritto d’autore e la difesa del valore economico dei propri contenuti, come ha sottolineato Giulio Anselmi, presidente della Fieg, la Federazione italiana degli editori di giornali. Anselmi ha espresso “soddisfazione e apprezzamento” per un accordo che ci “pone in linea con il resto d’Europa”, e che rappresenta un “importante riconoscimento delle legittime richieste degli editori in materia di diritto d’autore”. “L’auspicio”, ha proseguito Anselmi, “è che il percorso di legalità promosso dagli editori italiani possa proseguire con la condivisione di tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nell’utilizzo delle rassegne stampa”. In base all’intesa con la Fieg, Camera e Senato potranno fruire di rassegne stampa con gli articoli pubblicati dalle testate che aderiscono a Promopress a titolo non oneroso, cioè non dovranno pagare i diritti ai giornali per questo utilizzo. La battaglia della Fieg e delle altre associazioni degli editori di giornali e periodici (Uspi, Anes, Mediacoop e Fise) sulla questione delle rassegne stampa dura da quasi un anno. In marzo gli editori avevano inviato una lettera a tutte le pubbliche amministrazioni per sollecitare la chiusura al pubblico delle rassegne on line. Diverse istituzioni, come il governo e il ministero dell’Economia, avevano subito aderito; il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva invece espresso delle perplessità, ora superate. Un altro passo avanti importante è stato fatto a luglio con la costituzione del Repertorio Promopress, società che fa capo alla Fieg, incaricata dagli editori di riscuotere i diritti sulla pubblicazione degli articoli nelle rassegne stampa. A Promopress hanno aderito quasi tutti gli editori, ma finora solo sei agenzie: Mimesi, Dailyou, Pressline, PressToday, Skl Press e Infojuice. Restano fuori alcuni dei principali ‘clipping service’, come l’Eco della Stampa, Selpress, Telpress e Data Stampa. “Con alcune di queste società sono in corso delle trattative”, spiega Fabrizio Carotti, direttore generale della Fieg e amministratore unico di Promopress. “Altre invece negano la titolarità di ogni diritto in capo agli editori”.

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Autore: C.C.

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